Stefano Pasini

LA MANUTENZIONE DI UN EMT 930: LE BASI

Il mercato dei giradischi analogici classici di alta qualità è improvvisamente ‘esploso’, e ultimamente mi trovo quindi spesso a ricevere dei messaggi di persone che hanno acquistato uno di questi giradischi per ascoltare i loro dischi preferiti al miglior livello possibile, ma che, non appena gli arriva il giradischi a casa, si trovano di fronte a problemi che forse non avevano immaginato inizialmente.

 

Questo accade soprattutto a chi acquista un EMT '930', giradischi superbo e di qualità sonora insuperabile, ma anche macchina complessa, che non a caso costava da nuovo una cifra enorme e che veniva assistito in loco solo dai tecnici della EMT.

 

Queste righe sono dunque dedicate a tutti coloro che hanno acquistato recentemente un '930' e debbono iniziare il lavoro di ripristino, manutenzione, e, talvolta, restauro di uno di questi pregiati apparecchi. Va da sè che il primo consiglio è quello di procurarsi il manuale di uso e manutenzione del 930 ('Bedienungsanleitung') che si trova originale o fotocopiato senza troppi problemi su eBay o presso i vari specialisti. Una preziosa lista delle parti di ricambio del 930, in una scheda che ne permette anche l'ordine, si trova qui.

 

 

I principali comandi di un EMT 930

 

Una breve storia: il 930 nasce nel 1956. E' un giradischi di dimensioni notevoli per gli standard di oggi, 50x39x17.5 centimetri con un piatto di 33 centimetri di diametro. Filosofia di base, tipo di trasmissione e allestimenti vari sono gli stessi del fratello maggiore '927', lo studio del perno e del cuscinetto è accuratissimo, il costo sempre altissimo. Viene gradualmente evoluto nel corso degli anni. Nasce con il preamplificatore ‘139’ a valvole, ovviamente mono, con braccio Ortofon RF-229; successivamente arriva la versione stereo, ‘930st’ (dal Nr. 3589, nel 1958) dotato di pre '139st' e braccio Ortofon RMA-229. A partire dal nr. 17822 il braccio Ortofon viene sostituito dell'EMT ‘929’ (1972). Due anni dopo la presentazione del pre ‘155/155st’ si decide che alcune delle sofisticate opzioni offerte da questo modello non sono indispensabili, e viene quindi prodotto un preamplificatore della stessa qualità sonora ma funzionalmente meno sofisticato: il ‘153st’ (1969) è solo stereofonico ed ha un prezzo più conveniente del ‘155st’. Rimane in produzione fino a quando, all’inizio degli anni ’80, sparisce lo stesso ‘930st’.

Dobbiamo presumere, per iniziare, che il vostro 930 sia arrivato a casa in condizioni accettabili, cioè completo di tutti i suoi pezzi e con una funzionalità generalmente accettabile di tutte le sue parti principali. Queste sono: 

1) il giradischi vero e proprio, cioè l’insieme di telaio, motore, organi di trasmissione (puleggia, piatto, freno, contropiatto in materiale acrilico, ecc.), componenti di alimentazione e filature varie;

2) il braccio di lettura, che può essere Ortofon o EMT a seconda dell’anno di costruzione del giradischi;

3) la testina, che idealmente dovrebbe essere una EMT TSD 15; se questa non è compresa, sarà comunque necessario che sia presente un portatestine con uno speciale attacco EMT/Neumann per montare su questo una testina diversa;

4) il preamplificatore con equalizzatore phono/RIAA, di solito un EMT 155st (stereo) ma che può anche essere un 155 (mono), o il 139-139st a valvole, o simili;

5) cavi di segnale;

6) eventuali accessori, e base sismica o semplice. La base sismica non è, a mio avviso, indispensabile: però è utile a chi altrimenti non potrebbe contare su supporti realmente stabili per il proprio 930.

EMT 930 (sopra, piatto smontato)

Se il giradischi è completo di tutte queste sue parti è apparentemente pronto all'uso, ma quasi sicuramente si impone un controllo generale ed in particolare è necessario effettuare una specie di ‘tagliando’ per evitare di fare, all'inizio, degli errori che, visto il valore di questi apparecchi ed i prezzi dei pezzi di ricambio, potrebbero essere relativamente seri.

Il primo controllo da fare è relativo all'olio del perno. Questa esigenza è normalmente del tutto trascurata (anzi, proprio ignorata) da chi è abituato a utilizzare i giradischi ‘consumer’. E’ invece un’operazione essenziale in quelli di impostazione professionale classica: sia il 930 che il 927, come molti altri giradischi classici ‘broadcast’ con trasmissione a puleggia (Telefunken PS80-81) hanno infatti un sistema di lubrificazione del perno particolarmente raffinato, per reggere all'utilizzo molto gravoso delle stazioni radiofoniche.

Il 930 contiene, all'interno del pozzetto scavato in fondo alla bronzina principale ‘PL’ (l'alloggiamento del perno) 25 centimetri cubici di olio speciale. Il perno stesso appoggia su una sfera che sta in fondo a questo pozzetto; se quest’olio manca, o è insufficiente, la rotazione del perno provocherà rapidamente danni sensibili alle superfici metalliche che si trovano a contatto, esattamente come avviene nel motore di un'automobile.

Schema esploso dell'EMT 930

Bisogna innanzitutto sfilare il contropiatto ‘HP’, il disco ‘AS’ (non presente nei modelli più vecchi), il piatto ‘GP’. Attenti alle colature d’olio! Per verificare il livello dell'olio esiste un apposito attrezzo che potete vedere nella mia pagina dedicata gli accessori EMT. Il livello è ottimale quando sta 60-65 millimetri al di sotto della piastra superiore della bronzina.

Astina livello olio EMT 930

Se l’olio è scarso è possibile rabboccarlo, ma chi vuol fare le cose per bene deve fare un vero e proprio cambio dell'olio. Per fare questo si svita con una chiave da ventiquattro millimetri il grosso bullone che sta in fondo alla bronzina, facendo attenzione di tenere sotto a questa un recipiente adatto a contenere l’olio che uscirà dalla stessa, una volta svitato completamente tale tappo.

Siccome questo olio dall'odore caratteristico e penetrante è potenzialmente corrosivo, conviene usare guanti di lattice, tipo da chirurgo, e smaltire l'olio vecchio in maniera adeguata. Assieme all'olio dovrebbe uscire la sfera d'acciaio che fa da supporto al perno principale e ne supporta il peso facilitandone la rotazione; deve essere esaminata attentamente, e, se le sue condizioni non sono perfette, è meglio sostituirla con una originale.

A questo punto bisogna pulire con grande attenzione l'interno della bronzina, nel cui fondo sicuramente si troverà dallo sporco. Completata la pulizia, si può rimettere a posto la sfera e quindi il tappo, stringendolo bene, dopo avere controllato che la guarnizione di tenuta sia di buona qualità. Se avesse delle fessurazioni, l'olio uscirebbe con le ovvie conseguenze; in questo caso è bene farne subito una nuova, con normale carta da guarnizioni che si trova nei negozi di ricambisti automobilistici. Una volta rimontato il tutto, con una grossa siringa si possono rimettere i 25 centimetri cubici di questo olio speciale, poco viscoso.

Quindi si può reinserire con molta cura, andando piano, il perno del grande piatto principale del 930. Può esserci qualche fuoriuscita di liquido dalla parte superiore della bronzina, quindi è meglio tenere a portata di mano uno straccio per pulire il tutto. Anche il perno della puleggia deve essere lubrificato, ma si deve fare la massima attenzione a non sporcare d’olio la gomma della puleggia!

Un altro punto che spesso lascia perplessi gli utenti non esperti del 930 è il controllo della velocità. Quando si toglie il piatto principale sfilando il perno della bronzina, si può notare una specie di ponticello metallico con un feltrino circolare (‘FR’ sullo schema) attraverso il quale passa il perno. Tale ponticello viene sollevato girando una specie di rotella che si trova sotto al piatto, fra il perno principale e il perno del braccio, e, quando questa rotella viene avvitata, il feltrino viene premuto contro la parte inferiore del piatto, rallentandone la velocità. In pratica se non ci fosse quest'attrito, i 930 avrebbero una velocità superiore a 35 giri al minuto, mentre, con l'azione graduale di questo freno meccanico, può essere portato tranquillamente ai 33,3 rpm nominali. Tale feltrino deve essere imbevuto con lo stesso olio con il quale si è lubrificato il perno del giradischi.

Se il motore ('M' sull'esploso) ha vibrazioni eccessive, la colpa potrebbe essere dei condensatori presenti sulla sua alimentazione, degradati per via dell'età. In questo caso è possibile acquistare kit di condensatori dagli specialisti (vedi la pagina dei miei link EMT ) e, sostituendo il condensatore avariato con uno di giusta capacità, eliminare le vibrazioni legate a questo problema.

MAI smontare gli alberi di montaggio di puleggia e leveraggi vari! Risistemarne la geometria senza gli opportuni attrezzi e le dime apposite potrebbe essere difficile.

Piccoli accessori molto utili, dime, stroboscopio....

Il preamplificatore EMT, di qualsiasi tipo e età, è bloccato su una slitta sotto al telaio principale ed è collegato alla pettiniera Tuchel principale in maniera tale che non è possibile fare, qui, degli sbagli. Le due manopole che stanno sotto al braccio e sono collegate a interruttori del pre regolano, a seconda delle serie, deenfasi, scratch filter, curve di risposta, etc., ed è necessario studiare il singolo pre per stabilire in che posizioni vadano tenute tale leve.

Può essere invece che il giradischi sia stato fornito con cavi di uscita terminati con connettori XLR tipicamente professionali, di tipo bilanciato. In questo caso per collegare tali cavi agli ingressi tipici degli apparecchi domestici, che hanno una stragrande maggioranza dei casi degli ingressi sbilanciati tipo pin-jack RCA, è necessario dissaldare il connettore bilanciato e separare i due segnali e la massa utilizzato nell’XLR. Poi si collega (vedi schema a parte, dovuto alla cortesia del Dipl.Ing. Dusch) un cavo di segnale al polo centrale (segnale) del pin-jack e collegare insieme la massa e l'altro cavo di segnale che andranno a loro volta collegati alla massa del pin-jack maschio.

Il blocco del contropiatto si attiva mettendo la leva a sinistra del piatto in posizione verticale; tirandola a sè si sblocca il contropiatto che si ‘ingrana’ sul piatto principale e ruota. Il piatto principale deve sempre continuare a ruotare durante ogni singola sessione d’ascolto, accendere e spegnere il motore di continuo logora pesantemente gli organi di trasmissione.

 Stefano Pasini, Bologna, 19.1.2003

(1-Continua)

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